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Riccio europeo

Erinaceus europaeus

Classe: Mammiferi (Mammalia)

 

Piccolo mammifero insettivoro (lunghezza : 20-30 cm, coda: 1-4 cm, peso dell'adulto: 700-1500 g) presente in Italia dal livello del mare fino ai 2000 mt delle zone montane dove però la sua presenza è meno frequente. Nel Lazio frequenta varie tipologie di habitat: da quelli con abbondante vegetazione (macchia, boschi) ad ambienti aperti (prati e pascoli con filari di siepi e cespugli), dalle zone agricole rurali alle zone suburbane finanche alle ville storiche di Roma.

Il riccio ha un corpo tozzo ricoperto, su fronte, fianchi e dorso, di piccoli aculei nero-biancastri lunghi circa 2 cm, che usa a scopo difensivo arrotolandosi su se stesso e nascondendo muso e zampe all'interno di una impenetrabile palla di aculei. Il muso è allungato, con occhi piccoli e scuri e ricoperto di pelo grigio-crema; le zampe sono dotate di unghie lunghe. I sensi più sviluppati sono l'olfatto e l'udito che sfrutta  nella ricerca del cibo. Nonostante il suo aspetto apparentemente lento e placido il riccio è in grado correre, arrampicarsi e nuotare agilmente.

E' una specie con abitudini prevalentemente notturne che è più facile incontrare di notte, al tramonto o prima dell'alba quando si muove alla ricerca di cibo. Nelle zone del suo areale con clima più rigido i ricci vanno in letargo e riprendono l'attività in primavera quando comincia la stagione riproduttiva. I maschi terminano il letargo qualche settimana prima delle femmine. I ricci non  formano coppie monogame ma ogni individuo si accoppia con più partners e il rituale di corteggiamento può durare anche diverse ore. Non essendo animali territoriali è possibile che più individui frequentino le stesse zone pacificamente.

La femmina dà alla luce, tra aprile e settembre, in genere 4-5 piccoli (a volte anche 9) che nascono con spine soffici e biancastre che si induriscono e cominciano ad essere rimpiazzate da quelle di tipo adulto a 2-7 giorni. I giovani ricci, dopo lo svezzamento che dura 4-6 settimane, cominciano ad andare alla ricerca di cibo per accumulare grasso in vista dell'inverno. Una delle principali cause di mortalità nei giovani è proprio lo scarso accumulo di riserve di grasso che non gli consente di sopravvivere alle rigide temperature invernali. Le tane dei ricci sono differenti a seconda della stagione: durante l'estate sono semplici giacigli che vengono cambiati spesso mentre le tane invernali o quelle dove la femmina partorisce sono formate da foglie, erba, ramoscelli e nascoste sotto fitti cespugli, tra le rocce o tra le radici degli alberi.

L'alimentazione del riccio non è esclusivamente insettivora ma comprende anche lumache, lombrichi, frutta, funghi, uova e in zone antropiche anche cibo per animali domestici.

La specie è tutelata ai sensi della L. 157/92 in quanto è considerata specie non cacciabile ed è ricompresa nell'allegato III della Convenzione di Berna.

Riccio europeo
Riccio europeo
(foto di: Giulio Lariccia)
 
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