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Cascata di Trevi nel Lazio

Può essere definita una delle meraviglie dei Simbruini, un angolo di paradiso naturale che si apre agli occhi del visitatore la cascata di Trevi. Una tappa obbligata, raggiungibile in pochi minuti, per chi ama la natura, la storia e l'archeologia. Seconda cascatella sull'Aniene dopo quella di ponte delle Tartare, in località Comunacque (zona più bassa del territorio trebano) c'è la cascata di Trevi, luogo dove la bellezza della natura, la storia, il misticismo, formano un connubio molto forte.
Le acque limpide del fiume Aniene, nelle quali, poco più a valle confluiscono quelle del Simbrivio, sgorgando da una roccia, si gettano in un grazioso laghetto sottostante, sul quale si riflettono i colori della vegetazione circostante.

Posta poco prima del punto di confluenza del Simbrivio con l'Aniene, presso l'area archeologica di Comunacque, "ad communes aquas" come la chiamavano i latini, è da molti considerato come il probabile sito dove furono realizzate le prime opere per la captazione delle acque dell'Aniene, meglio conosciuto come l'acquedotto dell'Anio Novus (I sec. d.c.), tra i più importanti dell'antica Roma per quantità e qualità delle acque.
Qui si trovano, ancora visibili, i ruderi di una villa ed imponenti opere idrauliche, realizzate con blocchi megalitici di tipo quadrato, risalenti, con ogni probabilità, all'epoca dell'imperatore Claudio.
L'area di Comunacque ha ospitato, inoltre, uno dei sette castelli di Trevi, che risultavano
disseminati su tutto il suo territorio, a partire da monte Preclaro (o Porcaro, sito alle porte
dell'attuale Subiaco) per arrivare fino a Filettino, nonché il primo monastero fondato da San Benedetto da Norcia. Il Castello come riportato da Domenico Antonio Pierantoni "chiamato Commune Aque poi detto Comminaco ed infine Comminacchio "era" fra i due ponti di pietra a tre miglia da Trevi e nell'anno mille nella zona vi fioriva anche l'antico Monastero di San Salvatore".
Nell'area sono altresì ben visibili resti di archeologia industriale, essendo stata utilizzata anche per la realizzazione di una delle prime centrali idroelettriche i cui ruderi sono ancora visibili a ridosso del ponte eretto sul torrente Simbrivio dal popolo di Vallepietra per permettere la comunicazione con altre comunità e popoli dei paesi limitrofi. Il sentiero della Sottacciara ha inizio dagli Altipiani di Arcinazzo e tagliando trasversalmente tutta la montagna, arriva a ridotto del ponte sul fiume Aniene in località Comunacque e come un tempi viene utilizzato dai pellegrini per raggiungere il Santuario della SS Trinità; un tempo utilizzato per raggiungere i mulini ad acqua.
La Cascata di Trevi o di Comunacque è uno dei luoghi più suggestivi del Parco scelto, infatti, per diversi set cinematografici.
Raggiungibile percorrendo il Sentiero Turistico 1 che ha inizio nei pressi del ponte sulla strada Provinciale 29 a per Trevi nel Lazio.

In seguito ad un crollo del ponte che conduce alla Cascata, per questioni di incolumità e sicurezza è vietato il passaggio dal ponte principale sul torrente Simbrivio.
In alternativa, allungando di circa 1,6 km sulla strada provinciale, verso la centrale elettrica (direzione Trevi nel Lazio), si imbocca un sentiero che torna indietro sul percorso fino a raggiungere la cascata.
Come riportato anche nella guida del Cammino di San Benedetto.

Comune: Trevi nel Lazio (FR) | Regione: Lazio | Localizza sulla mappa
Cascata di Comunacque
Cascata di Comunacque
(foto di: PR Monti Simbruini)
 
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