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Rosalia alpina

Rosalia alpina

Rosalia alpina è uno dei coleotteri più belli ed appariscenti che si può trovare nel territorio del P.N.R. dei Monti Simbruini. La specie (dimensioni 14-40 mm) è facilmente identificabile per la colorazione corporea azzurro cenere con macchie scure sul capo, sul pronoto e sulle elitre mentre le antenne e le zampe presentano un’alternanza regolare tra segmenti neri ed azzurri. Queste macchie scure essendo di dimensioni e forma variabile permettono di monitorare la specie e distinguere un esemplare dall’altro utilizzando il metodo non invasivo della “marcatura fotografica”. La lunghezza delle antenne supera quella del corpo, talvolta raddoppiandola negli esemplari maschi.

Nonostante i suoi colori  vivaci Rosalia riesce a confondersi molto bene con la corteccia del suo albero preferito: ilfaggio. Questa specie è associata alla presenza di faggete termofile (sino a circa 1500 mt di quota s.l.m.) con alberi vetusti, parzialmente o totalmente morti in piedi, ed anche con tronchi e grossi rami caduti a terra. Le femmine scelgono le parti più secche ed esposte al sole per deporre le loro uova. Le larve hanno una morfologia omogenea; sono bianche e carnose con il capo sclerificato arancione-rosso; si sviluppano in due-tre anni e scavano gallerie nel legno morto piuttosto superficiali. Lo sfarfallamento degli adulti varia a seconda della regione e dell’altitudine ma generalmente avviene tra maggio ed agosto. Il foro d’uscita dal legno ha una forma ellittica (lunghezza 6-12 mm;larghezza 4-8 mm) e di solito l’asse più lungo è orientato secondo la direzione delle fibre legnose. Rosalia alpina è attiva durante il giorno e si alimenta della linfa che esce dalle ferite dei tronchi o di frutti maturi.

Il disboscamento, con la conseguente frammentazione degli habitat  in cui vive Rosalia alpina, rappresenta il principale fattore di minaccia per questa specie che è divenuta rara e vulnerabile, con esigue popolazioni piuttosto localizzate. Rosalia alpina è una specie protetta a livello comunitario ed è presente negli allegati II e IV della Direttiva Habitat 92/43/CEE. L'Ente Parco nel 2017 ha presentato specifica manifestazione di interesse per aderire al progetto Life11 NAT/IT/00252 MIPP - "Monitoraggio Insetti con la Partecipazione del Pubblico" e successivamente al progetto Life "InNat - Promozione della Rete Natura 2000 e Monitoraggio a scala Nazionale di specie di insetti protetti", coordinati entrambi dal Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità "Bosco Fontana". Lo scopo di questi progetti era quello di sviluppare metodi di monitoraggio per alcuni insetti, in particolare i coleotteri saproxilici (organismi la cui esistenza è determinata dalla presenza di legno morto) tra cui Osmoderma eremita, Lucanus cervus/tetraodon e Rosalia alpina, tutte specie inserite in Direttiva Habitat 92/43/CEE. Per il monitoraggio di queste tre specie di coleotteri, che si effettua nel periodo estivo da giugno ad agosto, vista la biologia delle specie, sono state individuate alcune aree di studio all'interno del territorio del PNR dei Monti Simbruini e sono stati applicati in modo standardizzato i protocolli indicati nei progetti Life. Per quanto riguarda Osmoderma eremita, coleottero strettamente collegato alla presenza di legno morto in alberi cavitati di boschi maturi, si posizionano sugli alberi, lungo un transetto (percorso prestabilito), delle trappole a ferormone distanziate 100 mt l'una dall’altra così da attirare gli individui adulti della specie durante la fase di sfarfallamento del ciclo vitale. Tali trappole vengono controllate ogni due giorni per contare, marcare e fotografare gli individui catturati e compilare le apposite schede di campo inserendo tutti i dati da raccogliere. Per il monitoraggio di Lucanus cervus/tetraodon, specie il cui habitat principale sono le foreste decidue mature con presenza di legno morto a terra, sono percorsi in prossimità del tramonto dei transetti di lunghezza standard (500 mt) e sono catturati con l'utilizzo di un retino tutti gli esemplari che si incontrano, i quali sono fotografati e misurati. Infine, per il monitoraggio di Rosalia alpina, specie tipica delle faggete termofile, sono percorsi dei transetti dove sono individuati e numerati degli alberi di aggio, morti o parzialmente morti; tali transetti vengono percorsi una volta a settimana per almeno cinque settimane e vengono controllati i singoli alberi così da individuare gli esemplari presenti sugli stessi. Ogni individuo viene fotografato ed il dato di presenza viene riportato sull'apposita scheda di campo.

 

Rosalia alpina
Rosalia alpina
(foto di: L. Songini)
 
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