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Satureja montana - Santoreggia

Il Quaderno delle erbe

La santoreggia è una pianta aromatica officinale che cresce e si riproduce spontaneamente, prediligendo le posizioni soleggiate delle regioni mediterranee fino a 1500 metri di altitudine, è facile da trovare in zone incolte e sulle rocce calde e assolate. 
Questa specie normalmente arriva a un'altezza di 30 - 50 cm. è pianta perenne e legnosa alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo, la parte erbacea secca annualmente e rimane in vita soltanto la parte legnosa.
Il biologo e scrittore svedese Linneo, considerato il padre della moderna classificazione scientifica di quasi tutti gli organismi viventi, per l'identificazione della Satureja ricavò l'etimologia dalla radice dell'antica parola romana, "satura" dal significato sazio, associandolo alle proprietà digestive dei succhi contenuti nella pianta.
Un'altra etimologia farebbe derivare il nome da "salsa" o intingolo a denotare le sue grandi proprietà aromatizzanti.
Altri fanno derivare il suo nome dal greco sàtyros (satiro) a causa delle proprietà afrodisiache attribuite dagli antichi greci, è anche nota come "erba del satiro" (metà uomo, metà capra con l'insaziabile appetito sessuale); secondo la tradizione, i satiri vivevano in prati di santoreggia, che li appassionava e trasmetteva loro un appetito sessuale insaziabile.
Durante il regno di Cesare, si ritiene che i Romani abbiano introdotto la santoreggia in Inghilterra, dove divenne rapidamente popolare sia come medicina, che come pianta utilizzata in cucina. 
Della santoreggia si utilizzano le foglie raccolte poco prima della fioritura, che avviene tra giugno e settembre e le infiorescenze raccolte in piena fioritura.
I migliori risultati curativi di questa pianta si ottengono conservandola in mazzetti da sminuzzare sulle vivande, al momento dell'uso. Sia le foglie che i fiori possono essere essiccati in luoghi asciutti, ben ventilati e bui.

Santoreggia e… cucina
In cucina la santoreggia si lega a legumi, carni bianche, uova, verdure crude e cotte che tra l'altro rende più digeribili.
Si sposa bene con il rosmarino nella preparazione e condimento di succulenti arrosti e croccanti patate al forno.
La santoreggia è ottima come condimento per la sua proprietà carminativa in quanto facilita l'assimilazione di alimenti contenenti fecole; inoltre, grazie al suo potere antibiotico, fa tollerare all'intestino più delicato le carni frollate. Molto probabilmente questa sua capacità oltreché la discreta quantità di sali minerali e precisamente calcio, sodio, fosforo, potassio, ferro, zinco, rame, manganese, magnesio e selenio, contenuti dalle pianta, la facevano entrare a pieno titolo tra i condimenti utilizzati per insaporire carni e cacciagione nel periodo medioevale.

Santoreggia e… salute
La santoreggia è una pianta officinale molto comune nel nostro paese e trova diversi utilizzi terapeutici. Grazie alle sue proprietà  antisettiche e antispasmodiche, è utile contro sofferenze renali, polmonari e infezioni intestinali.
L'olio essenziale di santoreggia ha proprietà antivirali e antibatteriche; grazie alla presenza di vitamina C è consigliato in casi di raffreddori ed influenza.
Le foglie fresche sminuzzate e applicate sulle punture di insetti calmano il dolore.
Piccole bustine di tessuto contenenti santoreggia riscaldata a vapore può curare con successo i dolori dentali, infiammazioni e crampi.

Santoreggia e… bellezza
Si può impiegare la santoreggia per preparare un impacco di foglie sminuzzate che esercita un'azione astringente e antisettica utile per le pelli impure, oppure in aggiunta nell'acqua del bagno, toglie la stanchezza, tonifica, purifica e deodora il corpo; usata nel pediluvio toglie il gonfiore delle caviglie e la stanchezza dai piedi dopo una lunga giornata.
Il suo infuso frizionato sui capelli, fortifica il bulbo pilifero e tiene lontano i pidocchi.

Satureja montana - Santoreggia
Satureja montana - Santoreggia
(foto di: Archivio Parco Monti Simbruini)
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