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Antiche tradizioni: Pecorino locale

In molte aeree del sud e centro Italia la pratica della transumanza aveva significati profondi e sicuramente oggi culturalmente riproponibili. A settembre gli alvei dei fiumi si rimescolavano di uomini e animali al pari, se non di più, della risalita del mese di maggio. Si ridiscendeva alla "marina" in luoghi più caldi e soleggiati dove gli armenti venivano posti fino alla primavera per poi risalire alpeggi e trasformare di nuovo il latte in formaggi. La pastorizia abbondava sui monti Simbruini ed il possesso di un gregge era segno di una certa agiatezza ed elevava il possessore ad un ceto alto nella gerarchia sociale di quel tempo. Una volta, il pascolo avveniva tutto l'anno, tranne nei periodi nevosi quando gli animali si nutrivano con il fieno delle nostre colline, derivante dalle erbe e dal raccolto fatto nel periodo di maggio, giugno e luglio.
Il gregge che pascolava era una macchina rigeneratrice autonoma, perfetta biologicamente ed ecologicamente, infatti, le erbe aromatiche dei nostri pascoli con l'immensità di sapori e profumi ricadevano e inondavano prima sul latte, poi sui formaggi.
La primavera, con lo scioglimento delle nevi e l'arrivo delle prime piogge e dei primi soli, profuma le nostre montagne degli aromi di erbe dai mille colori.
La trasformazione del latte in formaggio avveniva nel periodo di dicembre fino a maggio e scompariva totalmente con l'apparire delle lucciole, insetti che avvertivano i pastori dell'imminente arrivo della stagione calda e che ovviamente, non permetteva la conservazione del formaggio fresco. Il formaggio preparato in primavera veniva sistemato nelle cantine delle abitazioni, al riparo sia dai raggi del sole, quindi del caldo. Veniva tirato fuori, degustato e poi venduto dopo il primo temporale che annunciava l'arrivo per una nuova transumanza, del mese di settembre che annunciava l'avvento della stagione fresca, l'autunno.
Il formaggio conservato veniva usato nel periodo invernale, perché le sue importanti particolarità nutritive, caloriche e proteiche, erano necessarie per superare il freddo e per non debilitare il fisico, costretto a sopportare la fatica del duro lavoro. Quindi un pezzo di formaggio pecorino per pastori, viandanti, contadini, boscaioli, era il pasto più semplice e nutritivo.
Antiche tradizioni: Pecorino locale
Antiche tradizioni: Pecorino locale
(foto di: Parco Naturale Regionale Monti Simbruini)
Pecorino locale
Pecorino locale
(foto di: Parco Naturale Regionale Monti Simbruini)
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